La musica è entrata nella mia vita come una folata di vento che fa sbattere la finestra. I Led Zeppelin sono stati i veri colpevoli di tutti questi anni trascorsi con la chitarra in spalla. La prima volta che ho sentito “Stairway to Heaven” sono rimasto estasiato, lo ricordo ancora. Dentro di me si è acceso un infinito desiderio di sapere tutto ciò che accadeva intorno alle sei corde (dodici nel caso sopra citato). Ho trovato una chitarra in casa donata a mio padre da un californiano, amico di famiglia, che decise di regalarci quel pezzo di legno senza che nessuno sapesse cosa farsene. Finita. Di li in poi, non ho mai smesso di suonare.
Trascorso qualche mese alla scuola di musica dove mi veniva insegnata chitarra classica, per la quale non provavo una grandissima attrazione, ho incontrato il mio eterno maestro. Max, al tempo Mamo. A lui devo tutto perché non ha mai smesso di farmi incuriosire. Insieme ai Led Zeppelin, ascoltavo (in realtà li ascolto anche oggi…) Deep Purple, Black Sabbath, Pink Floyd, Queen, Police, insomma, non propriamente classica... Successivamente mi sono avvicinato a chitarristi come Robben Ford, Scott Henderson, Carl Verheyen, Steve Lukather, Larry Carlton, dai quali ho avuto tantissimo; in particolare, senza entrare nei dettagli, ho capito che è necessario ricercare sempre qualcosa di meglio per poterlo raggiungere.
Nel corso degli anni ho fatto esperienze molto eterogenee quali teatro, studio di registrazione, live, cover band e tributi a musicisti famosi. Inoltre, ho partecipato a progetti discografici per artisti emergenti e cito, a titolo di esempio, Marco Chiarelli e gli Eden 4 Ever.
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